Re Lear

REPLICHE STRAORDINARIE giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 settembre ore 20,45

Giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 settembre ore 20,45 tre giorni di repliche straordinarie al Silvano Toti Globe Theatre per RE LEAR uno studio per la regia di Daniele Salvo che affronta nuovamente questo testo inesauribile con una compagnia formata quasi interamente da giovani. Lear, leggendario sovrano della Britannia, impersona la tragedia dei padri, incapaci di capire i loro figli e ciechi di fronte alle loro adulazioni. Un’analisi del Potere e dei suoi effetti sulla mente umana: l’ego smisurato acceca gli occhi del sovrano e del politico fino al totale isolamento affettivo. Essenziale la scenografia perché l’azione è trasferita su un piano interiore. E i lampi i tuoni la pioggia che vengono rappresentati in scena, altro non sono che la metafora di una tormentata emotività: follia, innocenza, energia, dolcezza e determinazione, caratteristiche proprie dei giovani.

dal 12 al 22 settembre ore 20.45, lunedì riposo

Laboratorio e regia di Daniele Salvo
traduzione di Emilio Tadini
Prodotto da Politeama Srl

“Spetta a noi il peso di questi tristi tempi.
Dobbiamo dire ciò che sentiamo dentro
e non perché siamo costretti a dirlo.
Il più vecchio di noi ha sofferto
Noi che siamo giovani
non vedremo mai così tante cose
e non vivremo certo tanto a lungo.”

W. Shakespeare

Dopo la fortunata messinscena di Re Lear di qualche anno fa al Globe Theatre, con un grande Ugo Pagliai, ho pensato di affrontare nuovamente questo testo inesauribile avvalendomi di una compagnia interamente formata da attori giovani.  Si tratta di una sfida : tramite un lungo laboratorio di ricerca interpretativa tentare di accedere a situazioni ed emozioni molto complesse con i mezzi del teatro, cercando di arrivare quanto più possibile vicini ad una “verità”  propria di altre età,  lontana dagli stili e dalle mode recitative attuali. Essere giovani artisti oggi, nel nostro Paese, significa affrontare difficoltà di ogni genere, trovarsi di fronte a sbarramenti generazionali, invidie, famiglie massoniche, gruppi di potere, consensi e dissensi predeterminati, essere frastornati e confusi dalle mille sirene del nostro tempo.  Il criterio del risultato e del merito è bandito da tempo nella nostra piccola Italia e il mondo del Teatro, così come quello dell’Arte in generale, è regolato da leggi arbitrarie,violente e faziose che nulla hanno a che fare con la realtà dei fatti.  Ancor più difficile oggi è formare un artista, difficile incontrare giovani preparati tecnicamente e consapevoli che intraprendere una carriera di attore o di regista nella nostra realtà italiana richiede dedizione, sacrificio, passione incondizionata, umiltà e molta auto-ironia per difendersi dagli “addetti ai livori” e dall’ostilità di chi è convinto di detenere la verità dell’estetica teatrale contemporanea. La nostra, ormai, è una professione degradata, colma di impostori o, ancora peggio, di politicanti.   La realtà degli uomini del 2000 ha necessità assoluta di Poesia, rispetto, correttezza, professionalità, solidarietà, dolcezza, precisione ed artigianato.  Lear è un leggendario sovrano della Britannia, vissuto alcuni secoli prima di Cristo che, vicino alla vecchiaia, decide si dividere il suo regno tra le figlie e i mariti, pur mantenendo la sua autorità regale. E’ la tragedia dei padri incapaci di capire i loro figli, padri che sono ciechi di fronte all’adulazione dei figli che li vogliono ingannare e ciechi di fronte alla devozione dei figli che invece li amano. Lear pagherà i suoi “errori politici” a caro prezzo: non riconoscerà l’affetto e la sincerità di Cordelia e affiderà il potere nelle mani sbagliate con effetti distruttivi.  Sino a quel momento Lear aveva potuto dettare leggi e norme. Improvvisamente la sua vita viene sconvolta da un’esperienza che lo pone non dal punto di vista del dominatore ma del dominato. Lear si rifugia così in una sorta di “seconda infanzia” che gli procura un’innocenza che rende ancora più crudeli le azioni delle due figlie Goneril e Regan e nel momento in cui finalmente inizia a dire la verità viene considerato pazzo. Molti elementi di questo testo naturalmente fanno pensare alla nostra società e alle sue discutibili consuetudini: si tratta di un analisi puntualissima del Potere e dei suoi effetti sulla psiche umana. La lente deformante dell’ego e del dominio acceca gli occhi del sovrano e del politico e lo spinge al più totale isolamento affettivo.   Per non distrarre lo spettatore dal lavoro sull’interiorità di questi straordinari personaggi, ho pensato di sottrarre quanto più possibile elementi decorativi, effetti e trovate registiche per giungere ad un’essenzialità e nitidezza interpretativa quanto mai necessaria, a mio avviso, alla messinscena di questo testo. Grazie all’utilizzo di una scenografia davvero essenziale, l’azione viene trasferita su un piano interiore, con momenti privatissimi e tesi, di un’emotività fortissima, pura ed arcaica. Gli elementi naturali dominano :  la pioggia, i tuoni e i lampi sono metafora della condizione interiore dei personaggi rispecchiandone l’emotività tormentata.  Si tratta di un lavoro “sperimentale”, low budget, frutto di un laboratorio rivolto a giovani artisti (con l’eccezione di due attori di grande esperienza come Graziano Piazza e Francesco Biscione, nei due ruoli principali)  ma non cercate in questa occasione elementi performativi o di ricerca visiva accattivante: non è mia intenzione e non è questa la sede giusta. Intendo invece qui lavorare esclusivamente sull’interpretazione e sulla direzione degli attori, cercando di avvicinarmi al cuore del mistero di questo meraviglioso testo, confrontandomi con umiltà con le grandi interpretazioni del passato, che non vanno dimenticate o rinnegate. In questo percorso ci guidano la follia, l’innocenza,la ricerca, l’energia, la dolcezza e la determinazione propria dei giovani. In questo piccolo e sfortunato Paese, fatto di consorterie, esperti politicanti, specialisti e marionette senz’anima forse, anche solo per una sera, non sarà una colpa essere ancora giovani.

Daniele Salvo

 

Interpreti
(in ordine alfabetico)
Gloucester
Il duca di Cornovaglia
Cordelia
Duca di Albany
Conte di Kent
Edgar
Capitano – Cavaliere
Goneril
Fool
Re di Francia-medico
Edmund
Primo cavaliere – un servo
King  Lear
Regan
Duca di Borgogna  – Curan
Oswald
FRANCESCO BISCIONE
MARCO BONADEI
MIMOSA CAMPIRONI
SIMONE CIAMPI
ELIO D’ ALESSANDRO
PASQUALE DI FILIPPO
DIEGO FACCIOTTI
MARCELLA FAVILLA
SELENE GANDINI
ALESSIO GENCHI
MARCO IMPARATO
MATTEO PROSPERI
GRAZIANO PIAZZA
SILVIA PIETTA
MATTEO MILANI
GIULIANO SCARPINATO
SCENE
Fabiana Di Marco

COSTUMI
Silvia Aymonino

ASSISTENTE ALLE SCENE
Giovanna Stinga

ASSISTENTE AI COSTUMI
Vera Pierantoni Giua

MUSICHE
Marco Podda

DISEGNO LUCI
Umile Vainieri

PROGETTO FONICO
Franco Patimo

IMMAGINI VIDEO
Indyca

COLLABORATORE AI MOVIMENTI
Antonio Bertusi

ASSISTENTE ALLA REGIA
Alessandra Puliafico

COACH  ATTORI
Melania Giglio

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